La storia di Giulio
Ciao a tutti, il mio nome è Giulio, ho compiuto da poco 3 anni e vivo a Cividate Camuno, in provincia di Brescia.
I miei genitori, papà Daniele e mamma Ljubi, mi hanno parlato di un luogo dove entrambi erano già stati in Cammino sei anni fa, il luogo si chiama Santiago de Compostela.
E’ un nome strano per una città, non so di preciso cosa significhi in italiano, però tutti mi hanno detto che rappresenta un luogo magico, ma io sinceramente non avevo ben capito dove fosse, né di cosa si trattasse…sapevo solo che dovevo Camminare, giocare, mangiare e dormire!
All’inizio mi era sembrata un’idea allettante. Poi, però, mi sono ricordato di essere ancora piccolo.
Mi sono ricordato che dopo un po’ mi stanco a Camminare e ho bisogno di riposarmi.
Poi ho pensato che mi sarei sporcato di terra e, probabilmente, avrei fatto anche un po’ di capricci.
E la pioggia?
Sarò sincero con voi, avevo tanti dubbi.
Mamma e papà mi hanno fatto capire che non sono proprio così piccolo.
Mi hanno anche detto che ho solo bisogno di crescere ed iniziare a muovere i primi passi. Inoltre, loro avevano già pensato a come farmi riposare lungo il Cammino: un carretto a tre ruote!
E’ bellissimo, non avevo mai visto un carretto così.
Ora, finalmente, posso dire a mamma e papà di essere pronto a partire.
Ok mamma e papà, andiamo a Santiago de Compostela!
E cosi abbiamo iniziato a Camminare.
Tutti parlavano di chilometri, ma io non sapevo cosa fossero i chilometri, io Camminavo solamente.
Quando mi stancavo, mi fermavo.
Quando volevo giocare, giocavo.
E quando volevo mangiare, mangiavo.
E quando volevo dormire…dormivo!
Facevo esattamente quello che mi avevano promesso mamma e papà: Camminare, giocare, dormire e mangiare!
Mi sono anche sporcato di terra, e nessuno si è arrabbiato con me.
Mi è piaciuto tantissimo giocare con le foglie, con i sassi, i rami, e tutto quello che trovavo.
Ho anche Camminato in compagnia della pioggia.
E sapete una cosa?
Io e la pioggia siamo diventati migliori amici.
Mi è piaciuto tantissimo giocare con le pozzanghere, e mi sono meravigliato perché nessuno mi ha sgridato.
Non capisco perché i grandi non vogliano giocare con le pozzanghere.
O forse fanno semplicemente finta di non voler giocare.
I grandi mi sembrano strani a volte!
Ho conosciuto tante altre persone che Camminavano proprio come me.
Tutti mi salutavano, tutti che volevano giocare, addirittura qualcuno che applaudiva, qualcuno si commuoveva, altri che facevano a gara per spingere il mio carretto.
Io non capivo perché tutti erano felici quando mi incontravano.
Del resto non stavo facendo nulla di speciale… io stavo solo Camminando.
A me piace tanto Camminare perché è una cosa che possono fare tutti, grandi e piccoli. Insieme.
Mamma e papà mi hanno spiegato che, oltre al mio nome “Giulio”, gli altri Camminatori potevano chiamarmi con un nome strano: “Pellegrino”.
E così sono diventato per tutti: “Giulio il Pellegrino”.
Arrivati in piazza a Santiago ho notato che c’era gente che piangeva, gente che festeggiava e tanti che volevano farsi le fotografie con me.
Abbiamo ritirato un documento che si chiama “Compostela” e mi hanno detto che questo è un documento molto importante per ogni Pellegrino.
Io però non ero stanco e volevo continuare a Camminare!
Così abbiamo deciso di proseguire a piedi verso un luogo che si chiama Finisterre.
Mi hanno spiegato che Finisterre è un luogo mistico, e il suo mare si chiama “Oceano”.
A me però sembrava un mare come tutti gli altri…io sono piccolo, non è che abbia visto tutti i mari del Mondo eh!
Fino a quando non ho visto il Km 0, il faro e il tramonto.
Mi sembrava di essere all’interno di una fiaba. Ed il protagonista ero proprio io.
Adesso siamo tornati a casa, ma io vorrei già ripartire con mamma e papà.
Grazie al Cammino di Santiago il nostro legame è ancora più forte e solido di prima, perché abbiamo superato insieme le difficoltà e condiviso ogni cosa.
Eravamo felici noi, ed eravamo felici anche con gli altri
Con queste righe vorrei ringraziare i miei genitori per avermi fatto vivere questa indimenticabile esperienza di 220 chilometri a piedi e, soprattutto, per avermi permesso di giocare con le pozzanghere.
Ringrazio anche gli amici Percezioni in Cammino per aver raccontato la mia storia.
La storia di Giulio il Pellegrino!
Buen Camino a tutti i Pellegrini del Mondo. Ultreya et Suseya 
Giulio il Pellegrino